Una truffa attiva da giugno 2026 prende di mira chi ha già perso denaro in una frode digitale: i criminali si fingono operatori di "Cybersecurity Italia" o "CyberSEC" e promettono di recuperare i soldi sottratti — salvo poi richiederne altri. Questa guida ti spiega passo dopo passo come riconoscere il raggiro, bloccare i contatti, raccogliere le prove e sporgere denuncia alla Polizia Postale, così da trasformarti da potenziale vittima in segnalatore attivo.
- Uno smartphone o un PC con accesso a internet
- L'indirizzo email o il numero di telefono del mittente sospetto (se già ricevuto il contatto)
- Screenshot o registrazione della comunicazione sospetta (se disponibile)
- Accesso al portale ufficiale della Polizia Postale: www.commissariatodips.it
Come funziona la truffa: il meccanismo del "doppio raggiro"
Chi ha già subito una frode online è il bersaglio ideale per questa campagna. I truffatori acquistano o ottengono liste di vittime di truffe precedenti — dati spesso circolanti nel dark web — e le ricontattano fingendo di poterle aiutare.
Il copione è sempre lo stesso: si presentano come personale tecnico di "Cybersecurity Italia" (nome della reale testata giornalistica cybersecitalia.it) o dell'evento "CyberSEC", indicandosi come "società incaricata di offrire supporto tecnico e consulenziale alle vittime per recuperare i soldi". Inviano persino una falsa attestazione via email con il logo contraffatto della testata, completa di numero di pratica e intestazione ufficiale. Si tratta di un documento falso al 100%.
Una volta guadagnata la fiducia della vittima, scatta la richiesta di denaro: "spese di gestione della pratica", "commissioni per sbloccare i fondi", "procedure burocratiche obbligatorie". In realtà nessun ente serio richiede pagamenti anticipati per recuperare somme sottratte con una truffa.

Come riconoscere il contatto truffaldino in 60 secondi
Tre segnali quasi sempre presenti e sufficienti a smascherare il raggiro:
Ti contattano loro per primi, senza che tu abbia fatto richiesta: nessuna organizzazione legittima di recupero crediti ti chiama a sorpresa su WhatsApp.
Chiedono un pagamento anticipato con qualsiasi motivazione — commissioni, sblocco pratica, spese burocratiche: è il segnale più affidabile di una truffa.
Usano nomi di enti reali ("Cybersecurity Italia", "CyberSEC", "Polizia Postale") per sembrare autorevoli, ma il dominio email o il numero di telefono non corrisponde ai canali ufficiali verificabili.
Passi da seguire se hai già ricevuto il contatto
Come difendersi dalla truffa CyberSEC passo dopo passo
- 1Interrompi immediatamente la comunicazioneNon rispondere al messaggio, non richiamare il numero, non cliccare su nessun link allegato. Ogni risposta, anche negativa, segnala al truffatore che il tuo contatto è attivo e aumenta la probabilità di ulteriori tentativi. Esito atteso: nessun ulteriore contatto da parte tua verso il mittente sospetto.
- 2Blocca il numero o l'indirizzo emailSu WhatsApp: apri la conversazione → tocca il nome in cima → scorri fino a 'Blocca'. Su email (Gmail): apri il messaggio → clicca i tre puntini in alto a destra → 'Blocca mittente'. Su iPhone: vai in Telefono → Recenti → tocca la (i) accanto al numero → 'Blocca questo chiamante'. Esito atteso: il contatto non può più raggiungerti tramite quel canale.
- 3Fai screenshot di tutto prima di bloccareCattura screenshot dell'intera conversazione WhatsApp o email, inclusi data, ora, numero mittente e testo dei messaggi. Se hai ricevuto una 'falsa attestazione' PDF con logo Cybersecurity Italia, salvala: è una prova preziosa. Esito atteso: hai una cartella con almeno 3-5 screenshot datati e il PDF allegato (se presente).
- 4Verifica l'autenticità sui canali ufficialiSe hai dubbi, controlla il sito ufficiale dell'organizzazione citata (es. cybersecitalia.it) e cerca la sezione comunicati o avvisi. Per CyberSEC, l'evento reale pubblica comunicazioni solo sui propri canali verificati. Non cercare il numero su Google partendo dal messaggio ricevuto: i truffatori inseriscono siti-clone nei risultati di ricerca. Esito atteso: trovi il comunicato ufficiale di smentita sul sito reale.
- 5Segnala alla Polizia Postale tramite il portale ufficialeVai su www.commissariatodips.it → clicca su 'Segnala online'
- 6Presenta denuncia formale se hai già versato denaroSe hai già effettuato un pagamento, la segnalazione online non basta: devi recarti fisicamente al più vicino ufficio della Polizia Postale o dei Carabinieri per presentare denuncia formale. Porta con te: screenshot, PDF, ricevuta del pagamento, estratto conto che mostra il bonifico o la transazione. Esito atteso: ti viene rilasciata la ricevuta della denuncia con numero di atto.
- 7Informa la tua banca o il servizio di pagamentoSe hai effettuato un pagamento con bonifico, carta di credito o servizi come PayPal o Satispay, contatta immediatamente il servizio clienti e segnala la transazione come fraudolenta. Alcuni circuiti permettono il chargeback (storno) entro 30-60 giorni. Esito atteso: apertura di una contestazione formale con numero di riferimento presso la banca.
Se hai ricevuto la falsa attestazione via email
Il documento PDF con il logo di Cybersecurity Italia e la dicitura "dichiarazione di presa in carico del caso" è uno degli strumenti più efficaci usati dai truffatori per apparire credibili. Riconoscerlo è semplice se sai dove guardare.
Indirizzo email del mittente: controlla il dominio reale tra le parentesi angolari (es.
support@cybersec-assist.netinvece diredazione@cybersecitalia.it). I truffatori usano domini simili ma non identici.Logo a bassa risoluzione o sfocato: i loghi copiati da siti web perdono qualità quando inseriti in PDF generati frettolosamente.
Numero di pratica inventato: non esiste nessun registro pubblico o privato che assegni "pratiche di recupero fondi" a testate giornalistiche.
Richiesta di risposta urgente: la pressione temporale ("entro 48 ore", "offerta limitata") è un classico segnale di social engineering.
Cosa NON fare: gli errori che aggravano la situazione
Non pagare nemmeno un piccolo importo "per sbloccare la pratica": ogni pagamento, anche di pochi euro, viene usato come leva per richiederne altri più grandi.
Non condividere documenti d'identità, IBAN o dati del conto: vengono usati per frodi successive o rivenduti ad altri criminali.
Non coinvolgere intermediari trovati online che promettono di "recuperare i soldi dai truffatori": nella maggior parte dei casi sono parte della stessa rete criminale (truffa della truffa-recovery).
Non cancellare le conversazioni prima di fare screenshot: le prove digitali sono fondamentali per le indagini.
Come segnalare e cosa aspettarsi dopo
Il portale www.commissariatodips.it è il canale ufficiale della Polizia Postale per le segnalazioni online. Dopo l'invio, la segnalazione viene catalogata e può contribuire — anche senza denuncia formale — a costruire il quadro investigativo su campagne truffaldine organizzate. Se più persone segnalano lo stesso numero o dominio, le autorità possono agire più rapidamente.
Se hai subito un danno economico, la denuncia formale ti permette di attivare anche la procedura di opposizione bancaria. In Italia, il D.Lgs. 11/2010 (recepimento della direttiva PSD) prevede che la banca rimborsi le transazioni non autorizzate se la vittima non ha agito con negligenza grave — ma i tempi e gli esiti variano caso per caso. Consulta un'associazione dei consumatori (es. Adiconsum, Altroconsumo) per una valutazione gratuita della tua situazione specifica.

Risultato finale atteso
Al termine di questi passi, dovresti aver: bloccato il contatto su tutti i canali usati, salvato le prove in una cartella dedicata, effettuato la segnalazione sul portale della Polizia Postale con numero di protocollo, e — se hai versato denaro — aperto una contestazione presso la tua banca e presentato denuncia formale. Sei passato da potenziale vittima passiva a segnalatore attivo che contribuisce a fermare la campagna.

